CARTOLINE AL FUTURO

di Andrea Scappa

Scegliamo di mandare due cartoline-tutorial a coloro che nel recente lockdown hanno dato prova di una maturità incredibile e che, per certi versi, sono stati un po’ dimenticati. Vi auguriamo di trascorrere al meglio questa estate insolita.

Bambine e bambini, lo sapete che, nel febbraio di cinquantuno anni fa, in una Rieti piena di neve c’è stato un carnevale un po’ particolare? Avevano chiesto a degli artisti di ridisegnare e ricolorare il cuore della città. Una sorta di scommessa con la fantasia. E così è stato. Ora, perché non prendere una di quelle invenzioni e non riprodurla, aggiungendoci la vostra creatività? Gianfranco Barucchello aveva ideato per la sfilata allegorica un carro costituito da due vetture, messe l’una sull’altra, con le teste a contatto e che venivano mosse da un asino. Selezionate a piacimento dalla cesta dei giocattoli macchinine, dinosauri, velieri, astronavi, robot, carrozze, animali di peluche e create un nuovo mezzo di trasporto ibrido. Potete usare colla, nastri e pennarelli per metterli insieme e conferire loro la forma che preferite. Nel progettare e costruire il vostro mezzo non dimenticatevi di considerare un po’ di cose: non deve inquinare l’aria e le acque, lo può guidare più di una persona in contemporanea, come carburante accetta solo l’immaginazione. Chiedete alle amiche e agli amici di fare la stessa cosa e organizzate momenti in cui fate incontrare le vostre creature. Dopo le rispettive presentazioni, sbizzarritevi a inventare storie assolate. E non è detto che non mi unisca alla vostra ciurma!

Archivio di Stato di Rieti, Fondo Ente Provinciale del Turismo, Lago di Scandarello.

Ragazze e ragazzi, lo so che siete in fissa con la serie Curon, la cui storia ruota attorno alle leggende e ai misteri sprigionati dal campanile del vecchio paese scomparso realmente nel 1950 sotto l’acqua del lago artificiale di Resia, in Alto Adige. Anche nel territorio reatino ci sono alcuni laghi creati dall’uomo nel secolo scorso, il lago di Scandarello e il lago del Salto. Nel caso di quest’ultimo c’è una forte eco di quello che è avvenuto a Curon Venosta con intere comunità strappate via, senza indennizzi o con somme irrisorie, dai loro territori in nome della produzione dell’energia idroelettrica. Provate allora ad uscire dalla vostra stanza e a fare un gioco, una specie di caccia lacustre. Prendete la scena del film Educazione siberiana con lo scherzo in cui uno dei protagonisti fa credere ai suoi amici di essere affogato, girata al lago del Salto, e la foto dell’Ente Provinciale del Turismo di Rieti, scattata tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, al lago di Scandarello, nell’alta Valle del Velino. Cercate di individuare con Google Maps i punti da cui quelle immagini, frutto di due narrazioni differenti, la prima cinematografica e la seconda promozionale, sono state prodotte. Raggiungete le localizzazioni rintracciate. Su ciascun posto, confrontando da una parte il video e dall’altra la foto con quello che i vostri occhi vedono, filmate e scattate. Ascoltate il respiro del lago che simbolicamente si fa specchio e custode del sommerso. Prendete la foto e il video, riguardateveli a lungo. Poi fateci una storia su Instagram, scrivendo nell’acqua del lago tutte le paure e i sentimenti negativi di questi mesi e sulle sponde ciò che vorrete fare e provare emotivamente nel tempo imminente e prossimo. Chissà se incrocerò le vostre storie…

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