Strumenti

Donne confezionano divise militari, 1917
Donne confezionano divise militari, 1917

Gli strumenti bibliografici, di analisi e contestualizzazione delle fonti filmiche, presenti nella pagina, sono stati in buona parte tratti, nel corso del 2015, dal blog www.visionandonellastoria.net, che ringraziamo.

Per una bibliografia relativa all’uso delle fonti fotografiche e filmiche per lo studio della Storia Contemporanea, si rinvia al documento pubblicato sul sito Luce per la Didattica, sezione STRUMENTI.

SEZIONE I

Strumenti per l’organizzazione di campagne di raccolta e uso dei materiali fotografici e filmici

scheda prima rilevazione dati foto e film reperiti

tipologie di video interviste e indicazioni, di Luisa Cigognetti e Gisella Gaspari

scheda “testimone”, a cura dei laboratori della Fondazione Dalmine 3/19

liberatoria video interviste

liberatoria_fotografica_soggetto_maggiorenne

Liberatoria pubblicazione documenti (fotografici, iconografici, video, carte…) sul web e autorizzazione trattamento dati personali


SEZIONE II

Strumenti per l’analisi delle fonti fotografiche e audiovisive, per la contestualizzazione e la decodifica dei linguaggi specifici nel lavoro a scuola

Il linguaggio del cinema, con o senza sonoro, come il linguaggio fotografico, hanno le loro specificità che li rendono molto diversi da quelli verbali e scritti.

L’inquadratura è l’elemento di base di questi linguaggi. Forniamo a seguire alcuni strumenti, grazie ai quali coinvolgere direttamente i ragazzi in alcune lezioni preliminari di decodifica delle immagini.

Elementi_base_linguaggio_filmico

Guida_linguaggio_fotografico

Vi segnaliamo, inoltre, una dispensa più approfondita, a cura di Gerry Mottis, un insegnante delle scuole medie superiori di I e II grado, che lavora nella Svizzera italiana:

Linguaggio cinematografico (teoria e tecnica)

Crescere con le immagini. Scheda metodologica per la lettura di un film, a cura di Giuliana Montesanto, Cinemavvenire, 2008


SEZIONE III

Dalla teoria alla pratica

Strumenti di descrizione e analisi di un film nelle scuole

Si consiglia di iniziare dopo una prima visione, dalla compilazione di una scheda di descrizione del film, grazie all’attenta lettura dei titoli di testa e di coda e alla ricerca/verifica di informazioni sul web

SCHEDA_SINOSSI_FILM (docx, adattabile)

Si può quindi sperimentare l’analisi del linguaggio filmico con l’uso delle seguenti schede:

Schede per l’analisi delle fonti fotografiche

  • La prima è la traduzione, con alcuni adattamenti, della scheda proposta nel blog per insegnanti della Library of CongressScheda_analisi_fonte_fotografica_LofC.
  • La seconda è consigliata per le scuole d’istruzione secondaria di II grado e per gli studenti universitari. E’ stata anch’essa tradotta e adattata sulla base di quella messa a punto per “The project History” dell’Università della California: scheda_analisi_fonti_foto.
  • La terza riguarda l’analisi di una serie di fotografie realizzate in un medesimo contesto (reportage, servizio, evento…) ed è consigliata per le scuole d’istruzione secondaria di I e II grado, nonché per gli studenti universitari. E’ stata tradotta e adattata da quella proposta dallaLibrary of Congress: scheda_analisi_Serie_Foto.

Seguono alcune unità audiovisive didattiche, di circa 10 minuti ciascuna, a cura dell’Associazione Pensieri e Parole, inserite sul proprio canale YouTube che, partendo da sequenze di film celebri, con didascalie in sovra impressione, spiegano e indicano:

le inquadrature, con i piani e i campi, il loro significato in termini di messaggio e di intenzione dell’autore; i movimenti di macchinail tempo e le sue figure; la focalizzazionela carrellata in avanti … da non perdere gli esempi di “profondità di campo” e del piano sequenza dal film Quarto Potere di Orson Welles.


SEZIONE IV

Strumenti per la catalogazione dei “nuovi” beni culturali

L’attività di recupero e descrizione delle fonti fotografiche (nonché filmiche) è recente in ambito sia biblioteconomico che archivistico (ancor più recente).

Unica normativa:

messa a punto dal MiBAC attraverso l’ICCD – Istituto centrale per il catalogo e la documentazione:

tracciato catalografico Scheda F (versione3.0), ovvero per la catalogazione dei beni fotografici.

La prima struttura dei dati di tale tracciato risale al 1999.

ICCD_Guida compilazione scheda F_1999

Nel 1999 per la prima volta in Italia sono stati considerati beni culturali oggetto di tutela le fotografie e le immagini in movimento.

La struttura dei dati della scheda F 3.00 è molto articolata e complessa. Vengono indicate come “obbligatorietà assolute” le aree e i campi della scheda F livello I (inventariale).

ICCD – SchedaF Livello Inventariale (pdf).

Da notare che “Compito dell’Istituto è definire, in accordo con le regioni, metodologie e procedure standard per la catalogazione secondo criteri omogenei, con lo scopo di promuovere l’incremento del catalogo nazionale del patrimonio archeologico, architettonico, storico artistico, etnoantropologico, scientifico-tecnologico e dei beni naturalistici, nelle sue articolazioni territoriali.”

Non sono citati i “nuovi” beni/patrimoni culturali.

Per le “opere cinematografiche, audiovisive, sonore …” non sono stati tuttora messi a punto standard catalografici da parte dell’ICCD.

In ambito ministeriale altre due istituzioni si occupano per legge, essendo deputati al deposito legale di tali documenti, di catalogare i beni filmici: l’Icbsa per i patrimoni sonori e audiovisivi nazionali e la Cineteca Nazionale (Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale) per le opere cinematografiche.

I documenti fotografici vengono depositati presso l’Istituto Nazionale per la Grafica (così come i video d’artista).

Condizioni per il deposito legale obbligatorio, dei documenti:

Art. 1. Legge Deposito Legale, 106/2004
1. Al fine di conservare la memoria della cultura e della vita sociale italiana sono oggetto di deposito obbligatorio, di seguito denominato “deposito legale”, i documenti destinati all’uso pubblico e fruibili mediante la lettura, l’ascolto e la visione, qualunque sia il loro processo tecnico di produzione, di edizione o di diffusione, ivi compresi i documenti finalizzati alla fruizione da parte di portatori di handicap.

Condizioni dal Regolamento_deposito_legale, DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 252/2006

” … uso pubblico: la distribuzione, la immissione in circolazione, in commercio o comunque la diffusione al pubblico dei documenti di cui al presente regolamento, anche tramite reti informatiche;

Per documenti si intendono:

“…  1) documenti su supporto informatico: documenti su qualunque supporto tecnologico, di tipo riscrivibile o non riscrivibile, contenenti informazioni digitali; 2) documenti diffusi tramite rete informatica: documenti trasmessi per via telematica, con qualunque rete mobile o fissa; 3) documenti sonori e video: fonogrammi, videogrammi e audiovisivi, diversi da quelli di cui ai numeri 4) e 5); 4) film: spettacolo realizzato su supporti di qualsiasi natura, anche digitale, con contenuto narrativo o documentaristico, iscritto al pubblico registro cinematografico; 5) documenti fotografici: esemplari di fotografie di qualsiasi natura, inclusi esemplari di immagini che documentino opere delle altre arti, qualunque siano il procedimento, analogico, digitale o altro, la tecnica e il supporto utilizzati per la loro realizzazione e diffusione, tra quelli previsti dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni”.

Compiti degli istituti di deposito:

“Raccolta e conservazione dei documenti

1. Gli istituti depositari sono obbligati a raccogliere, conservare e catalogare i documenti depositati in assolvimento degli obblighi di deposito legale. 2. In particolare gli istituti sono tenuti a: a) acquisire e catalogare i documenti, secondo le norme definite dagli standard nazionali per le diverse categorie; b) assicurare, ognuno per le proprie competenze e specificità,
non appena concluse le procedure gestionali, l’accesso ai documenti, nel rispetto delle norme sul diritto d’autore e sui diritti connessi; c) assicurare la conservazione dei documenti nella loro integrità; d) effettuare, ove necessario, copie a fini conservativi dei documenti depositati e raccolti, nel rispetto delle norme sul diritto d’autore e sui diritti connessi; …” (Art. 5)

Per quanto riguarda la Cineteca Nazionale: “Nel 1949 la Cineteca aderisce alla FIAF (Federation Internationale des Archives du Film), nata alla vigilia del conflitto. Nello stesso anno la legge n. 958 del 29 dicembre fonda su questo archivio la “Cineteca Nazionale” e istituisce il deposito di legge: una copia di ogni film di produzione o co-produzione italiana deve essere consegnata alla Cineteca Nazionale. Nel 1965 la legge n. 1213 del 4 novembre estende il deposito legale ai cortometraggi, ai cinegiornali e alle attualità. Con il decreto 28 del 2004 l’obbligo viene esteso, per le produzioni che abbiano ricevuto sovvenzioni governative, anche a matrici nuove.”

La Cineteca Nazionale adotta dagli anni novanta gli standard di catalogazione dei film indicati dalle regole di catalogazione della Fiaf, che sono uno sviluppo degli ISBD, quindi ISBD nbm.

Un esempio in italiano: Scheda_Regole_ Fiaf_prerevisione

Le regole sono state oggetto negli ultimi anni di una revisione. I lavori sono conclusi e a breve saranno rese pubbliche i nuovi standard di catalogazione per i film, in questo caso sviluppati seguendo il modello delle FRBR, sempre di origine biblioteconomica.

Per quanto riguarda i documenti audiovisivi e sonori depositati presso l’Icbsa non ci sono standard normativi. L’Istituto ha on line il proprio catalogo Opac e i documenti risultano catalogati in parte secondo gli standard ISBD, con alcuni adattamenti desunti dagli standard di catalogazione dei materiali sonori, delle regole IASA.

L’Archivio Luce ha adottato un modello di descrizione dei beni culturali fotografici e filmici che pur seguendo in parte gli standard sopra indicati ha predisposto il tracciato catalografico e l’organizzazione della struttura del sistema informativo dei suoi complessi documentari secondo le regole archivistiche Isad (G). Sulla piattaforma XDams le descrizioni sono inoltre codificate in XML-EAD. La piattaforma è web based ed è aperta all’aggiornamento e all’implementazione continua.

Ecco alcuni modelli di schede fotografiche e filmiche.

Scheda Luce F, singola fotografia (servizio fotografico su Mussolini e famiglia al Terminillo, 1934

Scheda Luce Film, singolo film documentario, 1963


BIBLIOGRAFIA GENERALE

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