L’OFFICINA

Quando scegli di parlare con l’adolescenza dei corpi mutati e con l’algebra della pandemia, non puoi far altro che imbatterti in tante prime volte. La prima volta che ti lasci toccare da una storia, che dedichi del tempo a sfogliare un album di fotografie cartaceo, che scopri le avventure che tuo nonno combinava da ragazzo e che riesci ad aprire il rubinetto dei ricordi di tua madre. Sono porte d’accesso all’imprevisto, alle connessioni mai fatte, ai riconoscimenti e ai tradimenti rispetto a quello che si crede e si pensa.

Nell’anno scolastico 2020/21 abbiamo immaginato e realizzato il pcto (percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento), la versione aggiornata dell’alternanza scuola-lavoro, L’Officina di Didattica Luce in Sabina con le ragazze e i ragazzi di Rieti.

Il titolo del pcto, incentrato sul riuso creativo delle fonti familiari, racchiude il significato profondo dell’intera esperienza. Abbiamo inteso l’officina come un luogo di apprendimento informale, dove si riscopre il valore della cura e della manutenzione, si fondono il sapere tecnico e la creatività, l’errore può generare l’inedito, si costruisce con modalità partecipate e condivise.

Due scuole superiori di Rieti, l’IIS “Elena Principessa di Napoli” e l’IIS “Celestino Rosatelli”. Cinque classi tra il Liceo artistico, il Liceo linguistico e il Liceo scientifico opzione Scienze applicate. Quasi un centinaio di adolescenti nell’arco di sei mesi, dall’autunno 2020 ad oggi, hanno alimentato la fucina di Didattica Luce in Sabina.

Le fasi di lavorazione sono quattro.

Gli incontri di approfondimento sulla fotografia di famiglia, sulla Public History, sulle esperienze di ricerca, valorizzazione e formazione relative al patrimonio audiovisivo e sugli strumenti di decodifica del linguaggio cinefotografico.

La ricerca, la raccolta e la descrizione dei materiali della propria famiglia condotta da ogni studente, giocando una partita forzata a twister tra le zone a colori della pandemia per colmare la distanza dai propri nonni e parenti.

La condivisione tra compagni di classe delle storie familiari, il confronto di queste con documenti provenienti da altri fondi, come quelli dell’Archivio Storico dell’Istituto Luce Cinecittà, e il loro impiego per l’elaborazione di narrazioni plurime dal punto di vista del formato e dei contenuti, che siano in grado di parlare prima di tutto ai loro coetanei.

Siamo giunti adesso all’ultima fase che prevede la pubblicazione qui e sui nostri canali social delle interviste ai ragazzi coinvolti e dei loro contributi, frutto di questi processi di fotosintesi familiare.

comunità_1

Questo è il primo gruppo di storie del pcto “L’Officina di Didattica Luce in Sabina”. Abbiamo immaginato le narrazioni degli adolescenti coinvolti nel pcto come famiglie che vanno ad abitare nello stesso posto e formano una comunità. Ogni casa ha per fondamenta le fonti familiari raccolte (foto e memorie orali) dalle ragazze e dai ragazzi…

Continua a leggere

comunità_2

Dopo il primo gruppo di storie del pcto “L’Officina di Didattica Luce in Sabina” ecco il secondo. Stavolta l’immagine di copertina è un preludio all’estate imminente e ci porta al Terminillo. Aurora Lutta con due scatti rientra nelle attività commerciali di famiglia ormai chiuse, prima a Rocca Sinibalda e poi a Rieti. Roberta Salvemini con…

Continua a leggere

comunità_3

La prima e la seconda uscita del pcto “L’Officina di Didattica Luce in Sabina” lasciano il passo al terzo gruppo di storie che hanno tutte a che fare con la guerra, un momento in cui le comunità vengono messe in pericolo, si rafforzano e riscrivono la loro identità. Roberta Tomassetti fa rivivere al nonno quello…

Continua a leggere