DAI BANCHI AI TROFEI, 43 ANNI DI ATLETICA STUDENTESCA

di Daniele Scopigno

Velocità e distanze, metro e cronometro. Sono alcuni elementi che costituiscono l’atletica, ma per far nascere una storia nuova, il 21 novembre 1975, è servita la passione. E una scissione non da poco. Per fondare l’Atletica Studentesca Reatina, poi “Studentesca Cariri”, quindi “Studentesca Andrea Milardi”, è servito abbandonare l’Atletica Rieti di Sandro Giovannelli, una società prestigiosa, nota anche come Alco Rieti, che nel tempo ha potuto contare su campioni come Pietro Mennea o Franco Arese, divenuto poi presidente della Fidal.

Per andare avanti in questa storia occorre, però, un po’ di rincorsa, quasi fossimo sulla pedana di un salto in lungo, verso l’attualità.

A CAVALLO DI DUE SECOLI

Ripercorrendo le prime fasi dell’atletica a Rieti è quanto mai utile la consultazione del libro pubblicato nel 1995 da Fidal e Coni di Rieti e dal titolo Atletica a Rieti. Storie e biografie per immagini. Secondo quanto ricostruito, già il 18 febbraio 1882 ci fu un primo saggio di ginnastica nel chiostro della chiesa di Sant’Agostino1. Come evidenziato dalla ricerca, le competizioni erano genericamente dette “concorsi ginnici” anche se in realtà veniva svolta attività di atletica.

È alla fine degli anni Venti, dopo la pausa e l’abbandono in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale, che iniziò uno sviluppo dell’atletica nel capoluogo sabino. In conseguenza anche di quanto stabilito dal regime fascista per lo sport. Mancavano, però, gli impianti e dal rudimentale spazio composto di prati in zona Porta Cintia si passò a una sorta di campo di atletica in zona Molino della Salce con piste in carbonella.

Nel decennio che va dalla fine degli anni Venti alla fine degli anni Trenta sono numerosi i reatini che si mettono in mostra sotto lo sguardo del professor Donato Cipriani. Si tratta dei giovani Eugenio Di Fazi, Bruno Carotti, Pierino Rosati, Mario-Angelo-Enrico Sebastiani e Carlo Millesimi nonché Vinicio De Santis e Ottorino Rocchetti.

Rieti, Giro podistico delle tre strade, 1940, foto tratta da CONI-FIDAL Rieti, Atletica a Rieti, Rieti, Infograph, 1995.
Rieti, Giro podistico delle tre strade, 1940, foto tratta da CONI-FIDAL Rieti, Atletica a Rieti, Rieti, Infograph, 1995.

Le manifestazioni di atletica crescevano, in particolare attraverso le organizzazioni giovanili fasciste, ma l’arrivo del secondo conflitto mondiale porta anche alla scomparsa del campo di atletica, trasformato in un orto di guerra.

UN PO’ PRIMA DELLA STUDENTESCA

Gli anni Cinquanta segnano la nascita delle prime campestri studentesche, competizioni che diverranno iconiche rispetto all’attività sportiva delle scuole. Gli allenamenti di atletica si spostano verso l’ex Gil, ora palazzo della Provincia, e nel cortile di Santa Lucia con le gare al campo della Snia Viscosa (viale Fassini). La rivalità tra scuole è molto sentita e non mancano goliardia e sfottò.

Arrivano gli anni Sessanta che sono la decade in cui l’atletica inizia la sua corsa prestigiosa che va di pari passo con la nascita di impianti adeguati il cui iter di costruzione era iniziato nel 1954 e porta alla realizzazione del Campo Scuola, inaugurato, sei anni dopo, il 23 luglio 1960. Un impianto che ospitò subito gli azzurri di Livio Berruti in vista delle Olimpiadi di Roma in programma a fine agosto di quell’anno2.

Le condizioni ora ci sono tutte e nasce cosi l’Atletica Rieti, nel 1961 con Vinicio De Santis, Sandro Giovannelli, Florido Floridi e Dino Morsani. Con loro gli atleti Gianni Cavoli, Luigi Ludovisi, Bruno Nobili, Gigi Putignani, Andrea Milardi3 e, tra i soci fondatori, anche Alberto Bianchetti e Bruno Vella.

L’Atletica Rieti trova quindi la sua casa nel Campo Scuola e Renato Milardi, manager di prestigio, procura anche un importante sponsor: l’Alco spa (1969), scalando così i vertici dell’atletica nazionale e internazionale con i campioni che decidono di indossare i colori reatini.

Venuto meno però questo importante sponsor, sostituito da Telettra, la società conosce una fase di transizione e inizia a serpeggiare la volontà di staccarsi da questa realtà da parte dei giovani. L’obiettivo è un progetto tutto loro.

A fare questa scelta (1975) è un gruppo di appassionati, tra cui Antonio Panzini, Alfredo Valduga, Raul Guidobaldi, Renato Milardi, ma soprattutto Andrea Milardi4. Un nome, quest’ultimo, che si legherà indissolubilmente con i giovani reatini, con i campioni, con l’Atletica.

IL RE MEETING

Raccontare il Meeting di Rieti in sintesi è impossibile. Di sicuro la lettura del libro di Stefano Mariantoni Rieti Meeting rappresenta un ottimo modo per ripercorrere in modo organico una storia fonte di innumerevoli campioni, record e aneddoti. Qui vale la pena ricordare il modo in cui nacque l’avventura frutto dell’intuizione di Sandro Giovannelli.

Il futuro patron del meeting reatino è sul volo Helsinki-Mosca da responsabile tecnico del settore femminile della Fidal. Quell’anno ci sono, infatti, i campionati europei in Finlandia (1971)5. Il calendario delle competizioni internazionali segna, però, il forfait dell’appuntamento previsto a Cagliari e su suggerimento di Primo Nebiolo, futuro presidente della Iaaf, ovvero l’Associazione internazionale delle Federazioni di atletica, Giovannelli inventa un meeting per Rieti.

Sono i tempi d’oro dell’Alco e la prima riunione organizzativa della manifestazione vede la partecipazione di Arnaldo Di Paolo, Dino Morsani e Antonio Colle. Sabato 28 agosto 1971, con il nome di “Meeting Internazionale Città di Rieti”, debutta la competizione di atletica che conquisterà la scena mondiale di questo sport. L’inizio è eccellente: tre record italiani, tra cui quello di Cecilia Molinari (100 piani), futura compagna di vita di Andrea Milardi.

La storia del Meeting è costellata di campioni. È possibile fare dei nomi, non esaustivi, ma che nell’immaginario collettivo, anche dei meno esperti di atletica, si legano a questa competizione. Si pensi a Sara Simeoni, Edwin Moses, Alberto Juantorena, Nourredine Morceli, Serhij Bubka, Carl Lewis, Steve Ovett, Javier Sotomayor, Michael Johnson, Heike Drechsler, Irina Privalova, Linford Christie, Moses Kiptanui, Wilson Kipketer, Gennaro Di Napoli, Alberto Cova, Fiona May, Fabrizio Mori, Hicham El Guerrouj, Giuseppe Gibilisco, Felix Sanchez, Yelena Isinbayeva, Asafa Powell, David Rudisha, Justin Gatlin e tanti altri.

Nell’anello reatino, pista accusata per i troppi record anche di essere più corta (insinuazione smentita dopo una misurazione nel 1983), sono stati fissati 8 record mondiali, tra cui i 100 metri uomo (Powell – Giamaica, 2007) e gli 800 metri uomo (Rudisha – Kenya, 2010).

Per ora le lancette del Rieti Meeting, attuale denominazione, si sono fermate al 2015, il sisma e le difficoltà organizzative hanno reso impossibile organizzare le edizioni successive a quella data. Ma è una storia che merita di proseguire e che appartiene al patrimonio sportivo non solo reatino.

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[1] CONI-FIDAL Rieti, Atletica a Rieti. Storie e biografie per immagini, Infograph, 1995, p. 15.

[2] Ibidem, p. 100.

[3] S. Mariantoni, Prefazione, in S. Mariantoni (a cura di), Rieti Meeting. La storia, Rieti, RI Stampa, 2017.

[4] Atletica Studentesca CARIRI (a cura di), 30 anni di Atletica studentesca, Arti grafiche Celori, 2006, p. 9.

[5] S. Mariantoni (a cura di), Rieti Meeting. La storia, op. cit.

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