IL SIMBAS, ESPERIENZA DEL SISTEMA CULTURALE IN UN PATRIMONIO DI FRONTIERA

a cura di Monica De Simone

L’ignoranza del passato non si limita a danneggiare la conoscenza del presente, essa compromette, nel presente, l’azione stessa. (Marc Bloch, Apologia della storia)

Nel luglio 2016 è stato avviato un percorso comune insieme ad altri enti della nostra provincia, ragionando su come si potesse provare a costituire una rete “diversa”, perché diverso è il territorio in cui i nostri istituti operano. Un territorio molto vasto, a bassa densità abitativa e con centri molto piccoli, con serie difficoltà anche lavorative ed economiche che spingono soprattutto i giovani ad andare altrove, ma anche molti a vivere la durissima esperienza del pendolarismo. E questo ancor prima dei tragici eventi che sono iniziati con il sisma del 24 agosto 2016.

Sotto l’impulso del Comune di Rieti, che vanta due strutture culturali di lunga tradizione come la Biblioteca Paroniana ed il Museo Civico, raccogliendo anche le sollecitazioni di altri Comuni, tra i primi Contigliano con la sua Biblioteca, e della stessa Regione Lazio, proprio nell’autunno 2016 si è istituito il SIMBAS, il Sistema territoriale Integrato dei Musei e delle Biblioteche dell’Alta Sabina.

La missione del SIMBAS consiste nella compiuta e integrata interpretazione del territorio, fondata sullo studio, la conoscenza, il concorso alla tutela, la documentazione, la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio culturale da questo espresso, attraverso il coinvolgimento e il coordinamento delle strutture museali, delle biblioteche e degli istituti culturali rappresentativi del territorio, al fine di concorrere a una più generale riflessione sulla qualità della vita, nella consapevolezza della continuità e della complessità geografica, antropologica, storica ed ecologica della Comunità, per costruire un futuro sostenibile.

Siamo al Centro d’Italia, eppure il nostro è un territorio di “frontiera” sotto diversi aspetti, quali la geomorfologia, la nostra storia – da quella più antica a quella più recente – e gli assetti socio-economici. In qualche modo “frontiera” significa anche voler continuare, caparbiamente, ad impegnarsi sul fronte culturale. Ed in un territorio siffatto le strutture culturali coinvolte nel progetto, e che speriamo possano presto aumentare, costituiscono più che altrove presidi culturali, avamposti di “frontiera” appunto, luoghi di aggregazione sociale, servizi essenziali per la crescita collettiva. Per quanto piccoli questi musei e queste biblioteche svolgono un servizio in primis in favore dei residenti e della conservazione del patrimonio, nella promozione e nella produzione culturale, ma offrono anche occasioni di apertura verso l’esterno, accogliendo visitatori e turisti che spesso si sorprendono per una ricchezza sconosciuta e inaspettata

Il costituirsi in rete (in realtà un “coordinamento leggero”, in quanto il Sistema non ha proprie strutture, né personale, ma un ente capofila), inizialmente per la realizzazione del progetto Terra antica e comunità in movimento svolto nel 2017, mirava proprio ad avvicinarci e sostenerci, offrendo, ciascuno secondo le proprie specificità, il proprio contributo ad aumentare nelle comunità locali la consapevolezza delle potenzialità del territorio e la partecipazione attiva quale forma di crescita culturale e civile.

Si aggiunga che i finanziamenti sul fronte culturale si sono costantemente ridotti negli anni o sono di più difficile reperimento e il fare rete può essere una strategia anche di sopravvivenza.

Nel 2017, proprio grazie ad un contributo regionale destinato ai sistemi culturali e non alle singole istituzioni, è stato possibile realizzare un progetto di ampio respiro Terra Antica e Comunità in movimento, che ha sviluppato un tematismo unitario, attraverso le specificità delle istituzioni culturali, offrendo la conoscenza del territorio dell’Alta Sabina, peculiare per storia e geomorfologia, mediante diversi aspetti legati alla TERRA.

In prima istanza, il progetto ha inteso aumentare la fruizione da parte dei residenti, familiarizzandoli ai vari istituti presenti, grazie ad un’offerta diversificata nelle attività anche per pubblici diversi. Nel contempo l’attività di Sistema ha inteso migliorare la conoscenza di un territorio poco noto da chi non ci vive, favorendo l’interesse di visitatori esterni che possano contribuire alla rivitalizzazione e allo scambio economico, sociale e culturale.

Le azioni intraprese e l’interazione tra forme espressive diverse hanno stimolato moltissimi, anche chi tradizionalmente non vi si avvicinava, a conoscere e frequentare biblioteche e i musei. Il confronto e la collaborazione tra i referenti dei diversi istituti culturali ha migliorato la crescita professionale e di conseguenza i servizi offerti anche nella gestione ordinaria, sostenendo le realtà più piccole e in futuro sperando di aggregarne altre.

Conosci SIMBAS ha offerto agli utenti, nell’estate 2017 e tramite apposita navetta, la possibilità di spostarsi nelle varie sedi, guidati dai responsabili delle attività, usufruendo gratuitamente dell’offerta culturale appositamente ideata nei vari luoghi, con convegni, spettacoli, conferenze, laboratori, visite guidate ed una significativa mostra fotografica ad Amatrice. Per tutta l’estate e fino al novembre 2017 tanti eventi si sono susseguiti nelle singole strutture, coordinati nell’idea e nelle modalità, seminari e attività didattiche per i più giovani e di educazione al patrimonio per tutti. Tra gli spettacoli dal vivo, frutto di artisti locali e non, ricordiamo Odissea, La famiglia di una volta, Storie di terra, storie di uomini; tanti i momenti di incontro che hanno spaziato dall’Archeologia alla Storia dell’Arte, dall’Antropologia Culturale alla Storia dell’Agricoltura locale, dalla catalogazione del libro antico alla creazione partecipata di un opuscolo informativo a fini turistici.

Molti i risultati raggiunti e tante le sfide ancora da affrontare (altrimenti che “frontiera” sarebbe!). Non mancano infatti criticità e difficoltà (quelle non mancano mai), ma nonostante ciò anche per il 2018 il SIMBAS presenta una serie di attività di rete, proponendo come filo conduttore la fine della Grande Guerra nella ricorrenza del Centenario. Senza ulteriori finanziamenti, con le uniche risorse delle quote associative ed il sostegno operativo dei tanti che credono ancora nel fare cultura, il SIMBAS sta completando il programma che nei mesi di ottobre e novembre 2018 prevede una serie di iniziative coordinate. Un’occasione per scoprire insieme – attraverso conferenze, presentazione di libri, film, spettacoli ed una singolare esposizione di miniature da collezione dal titolo Piccoli eroi in grigio verde, curata da Massimo Vittucci, che aiuterà a far avvicinare anche i più piccoli – un passato per alcuni versi così distante e per altri ancora vivo nel ricordo delle nostre famiglie, con nonni, prozii e bisnonni di cui si raccontano le sofferenze e si conservano foto, lettere e diari (per il programma si veda www.simbas.it).

Una frontiera difesa, quella dell’Italia da poco unita, in una Guerra devastante per tutto il continente, e che tuttavia ha mantenuto tratti di multiculturalità a volte anche dolorosi; una frontiera da continuare a difendere quella della Cultura, in un territorio così diversificato come quello dell’Alta Sabina.

Uno sforzo congiunto affinché la conoscenza torni ad essere un valore in primo luogo di crescita sociale prima di esserlo, come è ovvio che sia, anche di sviluppo territoriale. Per chi ci crede – e siamo in tanti – e per quanti si convinceranno di conservare e di valorizzare il nostro patrimonio, anche attraverso una piccola rete di musei e biblioteche, che riveste carattere strategico proprio per la capillare diffusione sul territorio.

Un grande ringraziamento a quanti operano attivamente nel SIMBAS e a quanti lo sostengono, sia istituzionalmente (MIBAC, Archivio di Stato di Rieti e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti; Regione Lazio), sia privatamente, mettendo a disposizione competenze, tempo ed energie. Un pensiero ed una riflessione meritano Amatrice ed il suo Museo, purtroppo distrutto dal sisma.

Il SIMBAS e le sue strutture (www.simbas.it):

Antrodoco, Museo della Città di Antrodoco “Lin Delija-Carlo Cesi”

Borbona, Biblioteca Comunale di Borbona

Contigliano, Biblioteca Comunale

Comunità Montana Salto Cicolano, Museo Archeologico del Cicolano

Cottanello, Biblioteca Comunale e Scolastica

Leonessa, Biblioteca Civico “Giuseppe Cultrera” e Museo Civico “Città di Leonessa”

Monteleone Sabino, Museo Civico Archeologico “Trebula Mutuesca”

Rieti, Biblioteca Comunale Paroniana e Museo Civico

Partner privato: Biblioteca Casa Museo “Angelo Di Mario” di Vallecupola di Roccasinibalda

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