LA MIA CASA è_2

di Andrea Scappa

6 aprile 2020. Il pomeriggio sbadiglia, sta per coprirsi con il manto della sera. In una delle sale della sezione storico-artistica del Museo Civico di Rieti, chiuso al pubblico per l’emergenza del Covid 19, l’Ebe, annoiata, si sgranchisce le gambe che le formicolano e abbassa le braccia anchilosate. Scende dal puntello di legno su cui è situata, poggia l’anfora e la coppa, tenute finora in ciascuna delle mani, e siede sul pavimento, al loro fianco. Si toglie il nastro, liberando i capelli e le tempie. Chiude gli occhi. Si sente un po’ stanca, proprio lei, la divinità della giovinezza. Ad un certo punto ode una voce nell’aria, lontana. Riapre subito gli occhi. 

– Mi senti?

– Chi sei? Vieni fuori! – afferma impaurita Ebe.

– Sono Ebe. 

– Ti chiami come me!? Non ti vedo.

– Non mi puoi vedere perché ti sto parlando attraverso la mia anfora. Avvicinati alla tua così la mia voce ti arriverà più chiara. 

Ebe afferra la sua e l’attacca all’orecchio. 

– Sono una delle tue gemelle…

– Uh! Ma quale? Quella di Forlì, dell’Ermitage o di…

– …Quella di Milano.

– Ma com’è possibile che ascolto la tua voce?

– Da quando non ci sono più i visitatori, il silenzio mi disorienta e smetto di stare sempre nella stessa posizione. Poco fa, mentre, per passare il tempo, stavo soffiando dentro all’anfora per emettere strani sibili, ho pensato di giocare al telefono senza fili. È da tanto che non lo facevo. Mi sei venuta in mente tu. Prima della chiusura forzata hanno girato l’intervento di uno storico dell’arte su di me. Mi dava le spalle, parlava e ti ha menzionato. Così ho deciso di chiamarti. Non pensavo che mi rispondessi. 

– Ebe, non ci posso credere, non sai quante volte ti ho immaginato. La guida quando mi illustra ai visitatori si riferisce sempre anche a te e alle altre Ebe che sono sparse per il mondo. 

– Come stai? 

– Mi sento sola. Mi mancano gli occhi dei reatini e di chi passa per questa città. Quegli occhi luccicanti e curiosi che mi girano intorno.

– Ho nostalgia anche dei rumori e delle luci fuori dalla Galleria che mi facevano compagnia. Loro non lo sanno, ma sono anche io una ragazza di Porta Venezia… 

– Qui, nel cuore ovattato del palazzo comunale di Rieti, sono ancora più attonita. Ho provato a fare quattro chiacchiere con i busti di Angelo Sacchetti Sassetti e sua moglie Isabella Ricci, ma sono rimasti muti. 

– Chi sono? 

– Dopo la morte di nostro padre Antonio, Angelo ha scritto un componimento dedicato alla sua arte mentre Isabella ha ricamato un suo ritratto ispirandosi a quello del pittore Thomas Lawrence. Così Giovanni Battista, il fratello di papà, l’abate…

– Sì, zio…

– Mi ha donato a loro e sono arrivata a Rieti.

– Ma tu lo sai che non sei identica a me?

– Come fai a saperlo? Non mi ha mai visto.

– E invece sì! Lo storico dell’arte, di cui ti dicevo prima, ha aperto la pagina di un libro in cui c’eri tu. Ho letto veloce la didascalia. Una foto di Luigi Leonardi.

– Sì, aveva un rinomato Studio d’Arte Fotografica qui a Rieti. Ricordo quando me l’ha scattata.

– Insomma… Io sono il modello originale da cui è stata ricavata l’Ebe che sta al Nationalgalerie di Berlino e quella che dimora al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.

– Invece da me è stata generata l’Ebe che si trova Forlì.

– E poi ho visto che tu non ti muovi su una nuvola come me?

– Ora non metterti a fare la vanitosa!

– No, lo dicevo solo per evidenziare le differenze. Ad esempio io invidio la tua coppa e il tuo nastro di bronzo.

– Non ti credere… Sembrano leggeri ma gravano sul mio equilibrio in continuazione. Poi ci si mette anche la pelle gessosa…

– Pure la mia è così. Certo, rispetto a quella marmorea delle nostre gemelle è sicuramente più delicata…

– Quando aprivano la finestra alle mie spalle, il sole o il vento irruenti scompigliavano le pieghe della mia veste e mi facevano il solletico, ma dovevo star ferma. Ora li rimpiango…

La sera le avvolge sempre più. Continuano a parlare.

Due voci lontane ma vicine.

Rieti e Milano.

Sorelle.

Se vuoi andare a fare compagnia a Ebe, vi lasciamo le chiavi per entrare nelle sale del Museo Civico di Rieti. Le trovi qui:

https://urly.it/35bh_

Fonte: Collezione Fondazione Zeri, Bologna, Foto di Luigi Leonardi
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/83668/Canova%20Antonio%2C%20Ebe

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